Campionamento del suolo: criteri di prelievo

Il prelevamento del campione di terreno da sottoporre ad analisi costituisce un’operazione di grande importanza perché, se non viene eseguita correttamente, può condurre a interpretazioni errate dei risultati analitici, in quanto viene a mancare una corretta corrispondenza chimico-fisica tra il campione e le reali caratteristiche del terreno.   Il primo requisito del campione è l’omogeneità: a tal fine è necessario effettuare il campionamento su appezzamenti di estensione massima di 1-2 ha e in modo che, alla vista, il campione sia omogeneo in termini di colore e tessitura.

E’ importante operare rispettando le seguenti indicazioni:

  • eliminare lo strato superficiale per circa 5cm;
  • procurarsi una trivella campionatrice con diametro di 4-6 cm;
  • scegliere un appezzamento di terreno uniforme e con estensione non superiore a 2ha;
  • in ogni ettaro il prelievo deve essere effettuato in almeno 12-15 punti, seguendo un andamento incrociato, secondo uno schema a X oppure a W;
  • la profondità del prelievo deve essere di circa 40-50 cm;
  • i prelievi parziali devono essere attentamente mescolati e sminuzzati, asportando con attenzione radici, stoppie, sovesci, pietre e materiale organico. Il campione finale da consegnare in laboratorio dovrà essere di almeno 2 kg;
  • è preferibile effettuare il prelievo nel periodo in cui l’appezzamento è a riposo o comunque prima di effettuare le concimazioni; questo permetterà di impostare correttamente il piano di concimazione per la campagna agraria successiva ed evitare il rischio di includere nel campione parti del concime.

 

PREPARAZIONE DI UN CAMPIONE DI TERRENO DA ANALIZZARE

  • distendere su un piano pulito e asciutto la terra prelevata secondo le modalità di campionamento sopra indicate, in modo da distribuire in modo omogeneo le particelle costituenti senza alternarne le caratteristiche;
  • porne circa 1 kg in un recipiente di vetro ampio, fino a raggiungere lo spessore di 2 cm e introdurre in una stufa ventilata  40°C;
  • raffreddare il campione a temperatura ambiente e pesarlo;
  • frantumare il campione con un corpo gommato ( non metallico) per polverizzare gli aggregati di terriccio;
  • setacciare il campione con un vaglio di 2 mm per eliminare lo scheletro;
  • pesare la quantità di scheletro separata;
  • omogeneizzare la terra fine residue e deporla in un contenitore pulito e asciutto da inviare all’analisi.

 

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